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ALLENARSI DURANTE LE RESTRIZIONI: L’ATTIVITA’ DI CARDIOTRAINING (CORSA)

Aggiornamento: 11 mag 2021

Partiamo dal fondamentale presupposto che una sessione di allenamento ben eseguita deve prevedere una prima fase di riscaldamento preventivo, che deve durare circa dieci minuti. Questa fase di riscaldamento è prettamente soggettiva: l’atleta, a seconda delle proprie esigenze, dolori muscolari e/o articolari pregressi, svolge degli esercizi specifici. Gli esercizi possono essere eseguiti a corpo libero e devono essere eseguiti senza percepire eccessivo dolore o fastidio, nella fase di stiramento dei muscoli.


La fase immediatamente successiva a quella del riscaldamento è quella allenante. Questa è la fase in cui viene effettivamente svolto l’esercizio ed il corpo risente dello sforzo. Il carico di lavoro – ossia il tempo di allenamento, in rapporto all’intensità di svolgimento ed il volume allenante – deve essere previsto prima dell’inizio dell’esercizio, in un programma concordato con il proprio personal trainer, specifico e dettagliato per le proprie esigenze.



È determinante valutare l’intensità che si vuole mantenere all’interno dell’esercizio, affinché esso sia effettivamente efficace e non provochi danni eccessivi al corpo durante e dopo l’esecuzione. È consigliabile, per atleti dilettanti e pressoché principianti, far oscillare l’intensità dell’esercizio tra il 55% e l’85% della frequenza cardiaca massima teorica, per essere allenante e sicura.


Altro fattore fondamentale da considerare, per far sì che l’allenamento sia efficace, è la frequenza settimanale di allenamento: non stare fermi con l’attività fisica, ma nemmeno esagerare. Il soggetto deve valutare, a cadenza settimanale, il proprio tempo a disposizione per l’attività di cardiotraining, in modo da poterla alternare in maniera equilibrata e produttiva con le ulteriori attività fisiche svolte durante la settimana.

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